L'angolo delle analisi: una nuova Corea per gli azzurri
Premessa doverosa: le squadre veramente materasso sono più rare di un quadrifoglio. In un mondiale come questo, con partite ad orari improponibili ed un forte caldo, la condizione fisica conta molto più della tecnica per cui trovare squadre fresche e dimaniche è un problema per molti (ma non per tutti). Il Costarica si è dimostrata una squadra di questo tipo: rapida, grintosa e vogliosa di fare bene. L'Uruguay c'è cascato, l'Italia pure. Adesso non tutto è compromesso ma questa analisi prescinde dal risultato finale dei mondiali per gli azzurri: ci sono dei limiti evidenti che non sono colmabili da qui a fine manifestazione.
Prima di tutto il nodo allenatore e modulo: sbagliato rinnovare a Prandelli prima del mondiale (un allenatore si giudica anche dai risultati), anche perchè la confusione tattica della squadra è imbarazzante. Mai come quest'anno non si capisce chi sono i titolari e quale è il modulo definitivo della squadra. Sembra si vada a caso, sulla base di intuizioni momentanee. Il modulo usato contro i mediocri inglesi (dopo la vittoria il ct ha detto che è stata vinta una partita epica ...) è stato un'oscenita e riproporlo contro il Costarica si è dimostrato un errore madornale. Ma che senso ha giocare ad una punta contro una squadra chiusa che riparte veloce? Adesso si parla di 352 stile juve ma sarebbe l'ennesima toppa sbagliata. Questo allenatore va cambiato subito.
Entrando nel discorso giocatori ci si rende conto che non siamo messi bene: la mitica scuola di difensori italiani sembra ormai un ricorso lontano. Chiellini è stato disastroso ma pensare che le alternative sono Bonucci, Paletta oppure Ranocchia (lasciato a casa) non lascia tranquilli. Il centrocampo lo conosciamo e non ci si può aspettare miracoli: Thiago Motta è lento, De Rossi si sa quello che può dare, tolto Pirlo gli altir sono giocatori normali, non sempre ben amalgamati. L'attacco è un rebus: giusto provare Immobile visto che Balotelli è incostante. Lasciamo perdere Cassano (perchè chiamarlo?) e diamo le attenuanti a Cerci ed Insigne che non hanno grande esperienza internazionale.
In sintesi: non vedo un gran futuro per questa nazionale, nè per il presente nè per il futuro. Spero di sbagliarmi.
Etichette: analisi

0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page